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26/07/13

126. I workshop a Liupirogi Pagiopa

WORKSHOP A 
LIUPIROGI PAGIOPA
(la casa della terrazza, del mare e delle radici)

Viserba di Rimini




L’IMPORTANZA DELLA BELLEZZA
Laboratorio sull’Arte, la lettura delle immagini, l’Arte contemporanea

da venerdì 23 a domenica 25 agosto


 Conduce Liuba Picini Pagliarani


Presentazione:

Oggi si comincia a parlare sempre più spesso di arte e di ‘arte contemporanea’, e senz’altro a qualcuno di voi sarà capitato di vedere opere di diverso valore e di diverse tecniche.
Ma ci domandiamo: Cos’è l’Arte? Come comprendere un’immagine? Come leggere il linguaggio visivo? Quali movimenti artistici ci sono e quali ci sono stati nell’ultimo secolo?

Con un percorso basato sull’approfondimento, la curiosità e il divertimento, e che si avvale di strumenti quali la storia dell’arte, la grammatica visiva, la semiotica dell’immagine, la psicologia della percezione e la frequentazione del sistema dell’arte, cercheremo di rispondere a queste domande, di divertirci e al tempo stesso aprire i nostri orizzonti, in modo da avvicinarci all’arte, contemporanea e di tutti i tempi, con più piacere, più competenza, più arricchimento.

Programma:

Il workshp si struttura in 4 incontri nell’arco di un week end, supportati da videoproiezioni di immagini tratte dalla storia dell’arte mondiale, e con dibattito finale.

Tutti gli incontri si terranno all’aperto, sulla terrazza sul mare di Liupirogi Pagiopa.
E’ possibile seguire il workshop completo, in maniera residenziale, oppure partecipare solo a singoli incontri.

VENERDI’
Ore 18-19 ritrovo sulla terrazza. Conoscenza dei partecipanti, scambio di esperienze.

Ore 20 – 21.00  cena in un locale tipico limitrofo

Ore 21.30–23  PRIMO INCONTRO – Cos’è l’arte – i meccanismi della creazione e della fruizione – cosa è arte e cosa no - come ascoltare la creatività che c’è in noi e quella degli altri – perché l’arte mi serve – La funzione dell’arte nella società

SABATO
Mattinata e pranzo liberi

Ore 16–18  SECONDO INCONTRO – Analisi degli elementi del linguaggio visivo, con esempi tratti dalla storia dell’arte ed esperimenti pratici sulla loro realizzazione:  Il colore -  la linea -  lo spazio - luci e ombre - linee dinamiche della composizione - Nozioni di fisica, Teoria della percezione, Psicologia, Grammatica del vedere, cenni di prospettiva.

Cena autogestita e tramonto in terrazza

Ore 21–23 TERZO INCONTRO – Breve introduzione al periodo pre-avanguardie - Impressionisti, Van Gogh, Gaugin, Munch – L’invenzione della fotografia – Le Avanguardie Storiche – Cubismo – Futurismo – Espressionismo – Fauvismo – Astrattismo – Dadaismo – Duchamp – Surrealismo

DOMENICA
Mattinata e pranzo liberi

Ore 17–19  QUARTO INCONTRO – Anni 50/60 – Informale – Action Painting – Pop Art – Fluxus – Arte cinetica e programmata – Anni 70/80 – Body Art e Happening – Transavanguardia - Arte Povera - Land Art – Ultime tendenze – installazioni – videoarte – fotografia -  arte interattiva - arte partecipativa.

Cena in collina in un locale tipico di cucina romagnola fatta in casa

Dove e quando:
Terrazza di Liupirogi Pagiopa
dal 23 al 25 agosto 2013

Costi:
worskshop completo: 50 euro
singolo incontro: 15 euro
chi desidera pernottare: 20 euro a persona (25 con colazione).
(I costi del laboratorio sono indicativi. È possibile, secondo le proprie possibilità, versare di meno, non versare niente proponendo un baratto, oppure, se desiderate, versare di più per contribuire a fare crescere queste attività. 
I pasti sono liberi. Le proposte suggerite sono per farvi conoscere le più genuine realtà culinarie del territorio. Chi lo desidera può andare in altri locali o cucinarsi il proprio cibo, sarà a disposizione la cucina e il frigo della casa).



Conduttrice del corso
Liuba Picini Pagliarani, in arte LIUBA, si è formata in semiotica e storia dell’arte all’università di Bologna con Umberto Eco e Omar Calabrese. E’ artista di fama internazionale con all’attivo 20 anni di mostre e performance in varie parti del mondo, che le ha fatto maturare una conoscenza capillare del sistema dell’arte italiano e straniero. Ha tenuto per molti anni workshop artistico-espressivi presso il Comune di Bologna, il Comune di Milano, la spiaggia di Rimini, lavorando con utenze di diverse fasce di età. Ha insegnato storia dell’arte e grammatica visiva agli adulti presso l’Università aperta Fellini e Masina di Rimini, e ai corsi serali degli Istituti Paolo Frisi e Bertarelli di Milano.



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Il centro, il corpo, la performance e la creatività
Workshop pratico relazionale basato sull’arte, 
la performance,la multimedialità e il benessere

da venerdì 30 agosto a domenica 1 settembre



Presentazione:

Lavoreremo con il respiro, la musica, il colore, la danza, la performance, la parola, l’installazione e lo spazio, per scoprire la nostra profonda direzione, il nostro valore e la nostra unicità. La performance art mette in gioco tutti questi linguaggi e stimoli, e ci conduce nei nostri territori più inesplorati e più veri, da dove possiamo attingere grande energia, grande benessere e grande capacità.

Il workshop, che se si desidera è anche residenziale, si terrà nella grande terrazza della casa Liupirogi Pagiopa a Viserba di Rimini. Si lavorerà  sulla terrazza, sulla spiaggia di Viserba e sul molo di Rimini, sia in gruppo che in maniera individuale. Ogni partecipante sarà seguito personalmente e aiutato a scoprire ciò che vuole comunicare e il modo migliore per realizzarlo, in modo da produrre, ciascuno, la propria opera - performance. E naturalmente ci saranno momenti di svago,  sole, relax e…cibo romagnolo!

Il workshop si struttura in tre tematiche intersecate:

Lavoro sul corpo: tecniche di concentrazione; tecniche di respiro; consapevolezza corporea; la postura e i movimenti; esplorazione delle possibilità performative del corpo.

Lavoro sulla psiche: scoperta del sé attraverso tecniche multimediali con danza, musica, colore, parole; individuazione dei propri bisogni creativi ed espressivi, ricerca del proprio linguaggio espressivo personale

Lavoro sulla performance: definizione di performance e di multimedialità; individuazione e sviluppo di un tema performativo; lavoro individuale e in piccoli gruppi; creazione di performance personali: ricerca dei linguaggi appropriati per realizzarle, ricerca dei materiali, lavoro di preparazione, elementi di interazione col pubblico. Eventuale esibizione.


Programma:


VENERDI’
dalle 16 alle 17.30 – Arrivo, accoglienza, conoscenza dei partecipanti (Terrazza di Liupirogi Pagiopa)

dalle 18 alle 19.30 –  PRIMA FASE: Lavoro sul corpo: tecniche di concentrazione, tecniche di respiro, consapevolezza e studio delle posture, la semiotica del movimento, interazione con lo spazio, interazione con l’altro. (Spiaggia e riva del mare di Viserba)

Cena in locale tipico sul mare

Ore 21.30 – 22.30 – SECONDA FASE: Ricerca della creatività dentro ciascuno di noi. Valore espressivo, curativo e stimolante della creatività. Breve introduzione alla performance art, nascita e sviluppo, esempi di performance famose.  Visione di alcuni video di performances multimediali. (Terrazza – con videoproiezioni)

SABATO
Mattinata e pranzo liberi

Ore 15–17.30 – TERZA FASE - Lavoro sulla scoperta del sé, esercizi con danze, colori, suoni e parole. Il conoscersi e l’esprimersi; Individuazione di un tema performativo personale; lavoro individuale e in piccoli gruppi ( Terrazza)

ORE 18.30 – 20.30 - QUARTA FASE –Tramonto al molo di Rimini. Ideazione del proprio tema performativo. Lavoro sui propri obiettivi e bisogni espressivi.

Serata libera

DOMENICA
ORE 10.30 – 12.30 – QUINTA FASE – Lavoro su come dare forma al proprio tema performativo. Tecniche di espressività multimediale; lavoro individuale e di gruppo; esperimenti di collaborazione interattiva (Terrazza)

Pausa pranzo dal piadinaro Giovannino (i migliori cassoni e piade della riviera!)

Ore 15.30 – 19.30 - SESTA FASE – Realizzazione delle performances, ricerca di possibili materiali occorrenti, messa a punto del ritmo, della durata, della forma. Eventuale esibizione per chi lo desidera. (Terrazza)

Cena finale in collina in un locale tipico romagnolo con pasta fatta in casa.


A chi è rivolto
A tutti coloro che si vogliono mettersi in gioco e scoprire sé stessi attraverso l’arte, la performance,la multimedialità e il mare.  A chi desidera passare dei giorni rilassanti e benefici in un luogo vicino al mare, dedicandosi alla creatività, al benessere personale, all’incontro con gli altri.
Questo corso è un corso base, adatto sia a chi non ha mai fatto performance, ma è anche concepito come un approfondimento per chi ha già esperienza. Ognuno sarà aiutato a sviluppare le proprie potenzialità e il proprio livello.

Costi:
worskshop residenziale: 75 euro
chi desidera pernottare: 20 euro a persona (25 con colazione).
(I costi del laboratorio sono indicativi. È possibile, secondo le proprie possibilità, versare di meno, non versare niente proponendo un baratto, oppure, se desiderate, versare di più per contribuire a fare crescere queste attività. 
I pasti sono liberi. Le proposte suggerite sono per farvi conoscere le più genuine realtà culinarie del territorio. Chi lo desidera può andare in altri locali o cucinarsi il proprio cibo, sarà a disposizione la cucina e il frigo della casa).

E’ possibile proseguire il workshop, per chi lo desidera, anche nei giorni successivi per approfondire la propria ricerca personale.

Conduttrice del corso
Liuba Picini Pagliarani, in arte LIUBA, si è formata in semiotica e storia dell’arte all’università di Bologna con Umberto Eco e Omar Calabrese e in Pittura all’Accademia di Belle Arti. E’ artista di fama internazionale con all’attivo 20 anni di mostre e performance in varie parti del mondo, e lavora con la performance, la video art, l’interazione e progetti site-specific.  Ha presentato sue performance e video ad Artissima Art Fair, Torino, PAC Padiglione d'arte contemporanea, Milano, ad Artefiera a Bologna, alla Biennale di Venezia, ad Art Basel, all’ Armory Show a New York, a Scope London, in Germania, in Cecoslovacchia, in Francia, in Usa, in Canada e in molte gallerie italiane ed estere. Ha tenuto per molti anni workshop artistico-espressivi presso il Comune di Bologna, il Comune di Milano, la spiaggia di Rimini, lavorando con utenze di diverse fasce di età. Ha insegnato storia dell’arte e grammatica visiva agli adulti presso l’Università aperta Masina e Fellini di Rimini, e ai corsi serali degli Istituti Paolo Frisi e Bertarelli di Milano. www.liuba.net



Per info e iscrizioni:
tel. 338 5897819




Liupirogi Pagiopa – via Mazzini 1 angolo via Lamarmora - Viserba di Rimini – tel 338 5897819



27/12/12

111. Il ruolo dell'artista e Daniel Buren

Sto leggendo l'ultimo numero di una famosa rivista d'arte (non voglio fare pubblicità a nessuno per cui non ci metto il nome, guarda un po'!) e incontro le parole del famoso artista Daniel Buren che verbalizzano in maniera sintetica precisa e lucida ciò che è accaduto al ruolo dell'artista, esperienze che stanno davanti agli occhi tutti i giorni e riflessioni che mi pongo anch'io e che vivo sulla mia pelle come molti altri.
E' con gratitudine quindi che ho scelto di usare le parole di questo vecchio grande artista per condividere con voi una situazione che penso e che vedo. Non aggiungo altro, perchè queste parole dicono già tutto.

" Siamo costretti a constatare, ogni anno, che il ruolo dell'artista continua a ridursi poco a poco. Non solo per la sua storica posizione di oppositore, ruolo che l'artista ha mantenuto per molto tempo, ma, cosa ancora più grave, non è più un elemento centrale del sistema. L'artista è diventato l'individuo che accetta tutto ed è accettato da tutti. Nello stesso tempo si trova, senza nemmeno rendersene conto, inghiottito, digerito, rigettato e quindi rimpiazzato da un altro omologo che si trova esso stesso inghiottito, digerito, rigettato e così via.

Da tempo, nel mondo delle arti, l'artista non è più al centro. E' stato prima sostituito da curatori senza scrupoli che si credono artisti e che si sono sostituiti agli artisti confinandoli alla periferia, come una musica d'ambiente o, come dicevo già tanto tempo fa, come un piccolo tocco di colore necessario all'elaborazione e alla confezione della mostra.
Più recentemente, il centro di interesse si è ancora spostato con violenza seguendo il diktat delle case d'asta e dei collezionisti milionari. L'artista e la sua opera, nel mezzo di tutta questa banalità effimera, sono solo giocattoli tra le mani di speculatori avidi che finiscono per tenere in scacco questo sistema."
Daniel Buren


Daniel Buren poses by his ''Monumenta'' temporary installation at the Nave of the Grand Palais on May 9, 2012 in Paris, France.

24/12/12

110. Buon Natale da Taranto

Durante il ponte di S. Ambrogio Immacolata mi sono presa un aereo, insieme a Mario, e siamo andati a trovare la mia cara amica artista Ezia Mitolo che da qualche anno è tornata a vivere in quella città. Sono andata là, seppur con pochi giorni e devo dire che il tutto è stato piuttosto stancante, seppur bellissimo, poichè da molto avevo voglia di vederla e andarla a trovare in Puglia (cosa che volevamo far accadere anche questa estate, ma non ci siamo riuscite) e anche per vedere da vicino la situazione di Taranto e dell'Ilva, che in questo peiodo è sulla bocca di tutti. Naturalmente Ezia è informatissima sulla situazione e attiva in prima persona nei movimenti impegnati a salvaguardare la loro città. C'è spesso un istinto in noi artisti a buttarsi nelle situazioni in cui crediamo, a buttarsi negli ideali, e poi trovarci immersi sino al collo da molte cose che ci chiedono di impegnarci, e finiamo che diventiamo anche esauriti, e a volte non riusciamo neanche ad occuparci del nostro benessere, ma questo è una croce-delizia che ci portiamo dentro e che fa parte del nostro dna (parlo al plurale perchè è così per ezia ed è così anche per me, e così è per tanti altri...)



Dunque. Taranto è molto bella (e non avevo dubbi di ciò). Era molto freddo anche lì in quei giorni e non ero vestita adeguata però poichè non l'avevo previsto, comunque siamo andati in giro parecchio e abbiamo visto il castello aragonese (bello!), il centro storico, il mare e anche la campagna dei trulli vicino a martinafranca (dove ho incontrato una musicista astrologa di servas di ottanta e passa anni che vive in un trullo isolato...).
L'Ilva è una roba impressionanate, incombe sulla città col i suoi tubi animaleschi e le ciminiere che a getto continuo, di giorno e di notte, invadono il cielo col loro scarico. La situazione è complessa, c'è la problematica dell'inquinamento, dell'aria tossica che la gente respira e che nuoce alla salute, l'incapacita di fare impianti adeguati a norma di legge e di inquinamento, il lavoro di migliaia di persone che dipendono da questa ditta per vivere. Ho partecipato anche a una rinione del comitato di lavoratori e cittadini che si battono per avere rispettati i loro diritti, di salute e di lavoro. Vorrebbero che gli impianti siano messi a norma, e che Taranto cominciasse a investire su altre risorse (tipo servizi e turismo) per non dipendere in futuro solo dall'Ilva.


L'Ilva a Taranto. foto: Cosimo Calabrese

L'Ilva a Taranto. foto: Cosimo Calabrese

La mia amica Ezia stava preparando dei bellissimi lavori artistici come suo modo di comunicare la situazione di Taranto. E' una serie di fotografie scattate alle persone della città, poi lavorate con photoshop. IL progetto si intitola Buon Natale da Taranto.  Mi piace molto e voglio condividerlo con voi, aiutando Ezia a divulgare questo progetto che ha una valenza critica, ambientale e artistica molto forte. Brava Ezia! Nelle foto ci sono anch'io perche, seppur non abitando a Taranto, mi trovavo lì e ho voluto essere nel progetto per essere solidale e 'mettere la mia faccia' (arrabbiata, come lei ci ha chiesto quando faceva le foto...)

Buon Natale da Taranto, di Ezia Mitolo, 2012
















05/11/11

60. Torino, Artissima, Pensieri notturni piovosi

Quando arrivo a Torino, sempre e da molti anni mi prende spesso quel senso di leggera tristezza, e noia, ed eleganza e grigiume, che sembra appiccicato alla città. Non me ne vogliano i Torinesi, ci sono degli angoli così romantici e poetici in questa città, e le proposte culturali, specie nel campo dell'Arte, le trovo le più interessanti d'Italia. Però ogni volta sento queste sensazioni di 'squadratura' e di malinconia, che mi catturano e mi danno il mood. Al tempo stesso qui mi sento spesso piuttosto rilassata, e pure silenziosa (it's true..!).

Sono arrivata per vedere Artissima e tutte le mostre in giro. Come al solito sono nella principesca dimora di Flavia, una tipica casa nobile torinese con soffitti altissimi, decorazioni, cortili meravigliosi. A Flavia piace che vengo a Torino per Artissima e sto da lei. E' un piccolo appuntamento per vederci e aggiornarci di anno in anno. E a me piace stare da lei, vederla, incontrarla, e poi anche stare da sola in questa casa bella e un po' vuota che lei generosamente mi lascia quando il sabato va in campagna nell'altra casa. E' da due giorni che piove. Piove a dirotto ed è al tempo stesso buffo e triste. Chissà perché mi è venuta in mente quella poesia di D'Annunzio (come si intitolava? A sì, la pioggia nel pineto mi sembra) dove la parola piove si ripeteva di continuo, quasi a ripercorrere ed imitare il ritmo incalzante della pioggia. E in questi due giorni è così, piove, piove a dirotto, piove sulle tamerici, piove sui pini, piove piove, piove sui viali rettilinei, sulle foglie già cadute, piove su Ermione,  piove sui nostri volti silvani, piove piove. Pioveva che Dio la mandava quando sono andata a vedere 'The Others' alle carceri nuove. Mi aspettavo una mostra nelle carceri, invece era proprio un'altra mostra-fiera, con delle gallerie o associazioni che esponevano in ogni cella.

Inquietante il posto, tetro, deprimente. Grigio sporco e bianco noia. Le pareti trasudavano sofferenza. Entrare dentro le carceri e vedere arte dentro le celle era un'emozione forte, quasi surreale, forse l'operazione è troppo effimera, forse giusta, non so. So solo che, complice la pioggia, complice Torino, complice la pacatezza e il relax di una giornata autunnale dove mi sono sentita tutto il giorno introversa e silenziosa, ho girato con strane sensazioni dentro, e mi sentivo come una bolla in mezzo a tanta gente, e non avevo voglia di parlare con nessuno.
Ho visto dei bei lavori (non male "The Others", belle mostre in gallerie in centro) e a Torino vedo spesso qualità. Solo che quando ero nelle carceri, forse complice l'atmosfera e l'energia che emanava dai luoghi, non potevo, come a volte comunque da sempre mi accade, non domandarmi che senso ha fare arte, crederci, lottare, proseguire, come faccio da tanto, quando moltissimi altri fanno opere, molti fanno opere buone, moltissimi fanno di tutto, c'è un invasione di opere, e allora ma che senso ha farle tu ti dici ... e mi viene un po' di nausea, e poi mi dico che in realtà proprio per questo faccio sempre meno 'opere' ma mi interessa lavorare a progetti sui luoghi, sulle persone, usando il corpo e la vita. Poi mi va bene esporre il video, far vedere il video come opera, intanto perché è irreale, e poi perché comunque il video, seppur opera, parla di un'opera che non c'è più, la performance, il caso, la gente e l'accadere di quel momento. Questo pensavo andando in giro per le carceri, e poi per Torino centro stasera, alla ricerca delle gallerie e dei mille opening (ma a Torino mi disoriento sempre, è così squadrato che tutto mi sembra uguale, e non è mica come New York, dove le vie sono numerate per numeri, così sai sempre in che posizione sei e da che parte devi andare - certe volte adoro la semplicità pratica e geniale degli anglosassoni!).
Quindi, tanto per sfarfalluzzare in questa tarda notte mattina - sono tornata a casa dal mio giro in solitaria, Flavia è via e sono da sola nella casa silente dai soffitti alti, la pioggia continua a battere e a scrosciare, ed io non ho sonno, sono sveglia e sono ispirata, potrei andare avanti per ore, e forse questo scrivere mi sembra più importante che fare le opere ... ma insomma, faccio arte col sangue e con la pancia da quando non ho potuto fare altrimenti, comincio ad essere a volte schifata (comincio??:::), dell'iper produzione, del mondo dell'arte, del parlarsi addosso, del farsi la bocca larga che molti hanno solo perché devono esporre o curare o mostrare qualcosa, e quante opere, quante idee, quanti tentativi, quanti soldi, non so, non so più proprio, se l'arte è proprio una 'missione' come a volte mi sento dentro, o invece non sia forse solo e soltanto una perdita di tempo ... Però l'altro giorno al Lumierè ho visto La frase che penso da tanto e mi sono segnata: "La cultura non è un lusso, è una necessità".
Con questo dubbio amletico forse è giusto che me ne vada a dormire, domani vedrò Artissima (manco ne ho voglia di andare nel caos, ma un filo curiosa lo sono - è che queste fiere mi cominciano a stufare) e sarebbe il caso che non arrivi lì alle tre del pomeriggio.

22/02/11

28. New York, la crisi e il finanziamento per l'arte del sindaco Bloomberg

Ricevo questa notizia e mi sembra interessante divulgarla ... è incredibile, questo mi piace di New York, che anche se la vita è dura nessuno si piange addosso e si cercano sempre soluzioni.
Non c'è voluto molto per rendermi conto, in questi mesi, che la crisi qui si sente eccome, e anche nel mondo dell'arte. Rispetto alla città che ho vissuto nel 2005-2006, quando venni qui per la prima volta e feci le varie mostre con la 'pazza' galleria (se volete leggere le avventure potete guardare il diario New York, che è come un preblog, le notizie arrivavano a tutti  attraverso una mailing list) in questo periodo si respira un'aria totalmente differente. Non si sente più l'euforia, la percezione di essere al centro del mondo e con tutte le possibilità in divenire e in potenzialità.

Ora le persone tirano la carretta anche qui, l'ottimismo si è spento, altri luogi stanno diventando il centro del mondo e da altre parti le energie sono propulsive, qui non più. E gli americani lo sentono, e ne hanno anche molta paura. Quasi tutte le persone che conosco lavorano duro, e questo vabbè, ma il peggio è che molti devono fare due lavori, o lavorare una media di 10-12 ore al giorno per sei giorni su sette perchè altrimenti ti licenziano e assumono la miriade di persone specializzate che provengono da altri paesi, disposte ad accettare salari molto bassi ...  Anche fra gli artisti e i galleristi non ho trovato più quella gioia ed effervescenza incontrata alcuni anni fa. Tutti gli artisti hanno un altro lavoro, spesso connnesso con le loro abilità (fare video di matrimoni, cucinare e fare catering a domicilio, alcuni fanno i dog sitter, altri lavorano nella chimica o si inventano collezioni di lingerie firmate da vendere). Il punto a favore è che qui si riesce a vendere di tutto (e ancora io mi domando come si fa) e ciascuno riesce a vendere ciò che produce o a vendere sè stesso, ma la richiesta comincia a diventare sempre più bassa.

Ma ora bando alle ciance e vi metto la notizia: il sindaco Bloomberg ha deciso di finanziare, nei prossimi due anni, l'arte a New York, mettendo a disposizione 32 milioni di dollari.
Direi che è una decisamente eccezionale iniziativa, e, scusate se ve lo dico, i nostri politici invece di farci vergognare con la sarabanda di atti osceni, potrebbero rifletterci un po' su e , ma questo è chiedere troppo, imparare a capire che anche  l'arte è un bene pubblico che giova alla società, e per questo motivo va supportata.

Et voilà, il test odella notizia tratto dal Wall Street Journal:

Bloomberg to Donate $32 Million to Arts

A year after ending a charitable program that pumped nearly $200 million into hundreds of arts and social-service organizations, Mayor Michael Bloomberg is reopening the pipeline to his personal fortune through his multibillion-dollar family foundation.
Beginning Tuesday, Mr. Bloomberg's foundation will send letters to 250 cultural groups around the five boroughs, inviting them to apply for some of the $32 million the charity plans to distribute to arts organizations over the next two years. "At Bloomberg Philanthropies, we see the arts as fundamental to New York City's cultural and economic wellbeing," the letter says.
(read more.....)


e qui sotto...trovate cosa scrive a proposito Giancarlo Politi sulla newsletter di Flash Art



UN INVITO ALLA POLITICA ITALIANA, IN PARTICOLARE A SILVIO BERLUSCONI, PER FARSI PERDONARE ALCUNI SUOI ERRORI O DIMENTICANZE.

Leggete questa notizia: il sindaco di New York donerà 32 milioni di euro all'arte. Solo in USA capitano certe fortune.
E noi che stiamo soffrendo con Tremonti e il Ministro Bondi, per i tagli e le coercizioni, ci rivolgiamo all'On.le Silvio Berlusconi.

Caro Presidente, imiti il sindaco di New York e avrà la riconoscenza del mondo dell'arte italiana.  
Lei certamente non diventerà povero e l'arte italiana starà un po' meglio.